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News – Quel che rimane

INVITO 2_FRONTE

INVITO 2_RETRO

 

Otteniamo talvolta, da un tema da sviluppare, un lavoro artistico che si prepone ad un lavoro mentale, ad un lavoro concettuale o ad un lavoro con il contesto. Rimane analizzare cosa accade scavando il tema, erodendolo dall’interno. Si tratta, nel merito, dell’erosione che ha attaccato i campi della vita: il corpo (la guerra), la percezione di sé (l’anoressia), i sentimenti, i ricordi, il mondo da bambino, la vita stessa e infine la materia. Questi sono gli argomenti presi come campo di indagine nel lavoro delle cinque artiste donne esordienti che, dopo un percorso insieme, all’ultimo anno dell’accademia RUFA si cimentano in un lavoro molto particolare. I lavori saranno esplosi in tutto il percorso del Lido spesso sfiorando la mimesis e confondendosi con l’ambiente. Come il mare mangia la spiaggia anche il mondo e la vita, le difficoltà, i sentimenti negativi, le imperfezioni, mangiano pezzi di noi.

I lavori

  • Blooming

di Ludovica Baldini

  • Materia

di Valentina Marino

  • Fattori che influenzano il corpo del migrante

di Hamida Sager

  • But Greatest of All is Love

di Ellen Wolf

di Sara Zanin

Il titolo dell’intervento di Sara Zanin è un silenzio. Non un Untitled ma uno spazio vuoto. “Il progetto affronta una problematica sempre più attuale, i Disturbi della nutrizione e alimentazione. Il corpo che accusa il colpo, il corpo stesso diventa uno spazio di comunicazione: una vera e propria distorsione percettiva. L’erosione dello spazio è la creazione di una nuova immagine di sé”, scrive l’artista.

La guerra è il tema sviluppato dall’artista libica Hamida Sager in Fattori che influenzano il corpo del migrante. Guerra che mangia l’uomo, letteralmente. L’uomo che ha tolto importanza alle cose importanti e in un rinnovato memento mori non ricorda più che polvere siamo. Nel particolare si allude anche agli spostamenti forzati dei popoli.

But Greatest of All is Love. “Nel momento in cui qualcuno o qualcosa di caro a noi cessa di esistere nella realtà e continua a vivere solo nella nostra memoria, raggiunge immediatamente la vita eterna in uno stato d’immutabilità. Da questo si può imparare che l’amore contrasta la transitorietà e la distruzione”, scrive Ellen Wolf.

La Materia di Valentina Marino. “La matericitá dell’effimero che evidenzia la problematica della finta stabilità, della sostanza materica, ma infine anch’essa svanirà nel nulla, perdendo la sua sostanza e la sua forza. Un processo naturale che viene combattuto in quanto dichiarazione inevitabile della fine con un possibile ritorno al tutto.”

Infine il tempo passa anche sui fiori, sulla natura, sul mondo tutto, e qualcosa si trattiene, la traccia l’aver vissuto, l’essere stati. Nello sforzo di trattenere e testimoniare i ricordi facciamo i conti con quanto rimane di essi, con quanto sopravvive delle nostre foto e dei nostri tentativi di trattenere. Questo tema viene sviluppato in Blooming di Ludovica Baldini.

La mostra è allestita in contrappunto a Erosioni di Oreste Casalini, a cura di Paola Pallotta, aperta contemporaneamente negli stessi spazi.

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INFO: https://sportingbeacharte-sba.jimdo.com/