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29/08/2019

Namuth e Pollock nel 1951

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Secondo Clement Greenberg l’importanza dei quadri di Jackson Pollock e di un po’ tutto l’espressionismo astratto risiede nell’aver ribaltato tutto in superficie, lasciando così che il quadro, perdendo la dimensione di profondità guadagnasse una terza dimensione tutta interna ed emotiva. Adesso il quadro andrà guardato con movimenti dell’occhio verso l’alto, il basso o i lati, ma non ci sarà l’illusione di un interno. In questi quadri ci puoi navigare perché saranno loro a venire a prenderti in superficie. Secondo Rosenberg la cosa più importante da sottolineare è invece la natura gestuale dei quadri di Pollock.

Sappiamo che per gli orientali, oltre alla conoscenza cerebrale di cui è permeata l’intera cultura occidentale, ne esistono almeno altre due di uguale dignità: la conoscenza sentimentale, e quella intuitiva. Quest’ultima potrebbe comprendere anche il dipingere gestuale, anche se si sa che Pollock rifiutava l’idea di casualità e dichiarasse nelle sue composizioni di avere sempre tutto “sotto controllo”.

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Inoltre, sempre per Rosenberg, in quadri come quelli di Pollock, bisogna sottolineare anche la qualità di avvenimento di un quadro, il cosiddetto “happening” di un fare pittorico. Quando in una rivista pittorica si parla di Pollock alla maniera di Greenberg sulla rivista ci sarà la foto di un suo quadro, mentre quando se ne parla alla maniera di Rosenberg toccherà invece mettere in vista una delle foto di Namuth su Pollock in azione, ovvero la testimonianza dell’ happening.

Rosalind Krauss sottolinea come le foto di Namuth siano una critica d’arte, oltre che foto basate su canoni artistici. Namuth, infatti fotografa Pollock immerso nelle sue composizioni, spesso ripreso dall’alto, sopra a un suo quadro, mentre magari un altro è appoggiato a una parete. Ne viene fuori una sorta di imitazione per esempio degli interni dei quadri di Vuillard. In questi la tappezzeria alle pareti, essendo arabeschi dentro al quadro d’interno creano il ribaltamento in superficie dell’intera composizione.

Facendo svolgere ai quadri di Pollock nelle foto più o meno lo stesso ruolo, Namuth ottiene proprio il ribaltamento in superficie di tutta la composizione e in tal maniera costruisce un commento ai quadri di Pollock molto simile a quello che racconta Greenberg. Namuth.

Otteniamo quindi che, proprio testimoniando il carattere di happening del quadro, si pone l’accento sulla natura emozionale dei quadri tutti risolti in superficie, risolvendo e ribaltando verso la superficie la sua foto grazie ad accorgimenti di natura pittorica.

Bibliografia
J.Pollock, Lettere, testimonianze, riflessioni, SE Edizioni
Rosalind Krauss, Teoria e storia della fotografia, Bruno Mondatori, Milano 1996, Ed. it. a cura di Elio Grazioli
Clement Greenberg, L’avventura del modernismo, Johan and Levi Editore, 2011