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10/06/2019

Magdala di Chiara Tommasi al Museo civico di Acquapendente (VT)

Snapseed

Magdala

di Chiara Tommasi

Allo specchio come in un campo visivo digitale, elastico e futuribile, accediamo alla messa a fuoco degli elementi del corpo. Il corpo è visto adesso come campo di battaglia, campo di visione, come una tela. Da questa tela gli elementi si protendono verso di noi, quasi ci aggrediscono ma è solo una sottolineatura. Sullo sfondo vediamo che bisogna pagare pegno, intuiamo che in questa operazione di fuoco, qualcosa dovrà scomparire dal raggio di visione. Parte del resto della composizione si elide, si cancella, implode l’uno sull’altra e vibra di questa sparizione e dell’assenza. Otteniamo una nuova femminilità, invasiva e dolcemente imperfetta, ridisegnata tra le pieghe, ri-avvolta da capelli. Fa capolino il senso della nostra imperfezione, della nostra mancanza, dell’insicurezza. Le nostre azioni sono come frecce scagliate oltre il bersaglio; perdiamo la freccia e la nostra penitenza è questa stessa perdita. Il nostro corpo infine appare come delusione insita nell’errore della mira.

I capelli giungono fino all’amore come mano tesa tra la terra e il cielo; discesa da un balcone antico Magdala si rialza nella nostra mente. È vissuta cento volte, tra la polvere e la prima pietra mai scagliata da nessuno. È polverosa eppure limpida, è in ginocchio eppure in piedi. I suoi capelli fino a noi ci hanno introdotto alla scena come tappeto di altri tempi, calcato dalle stelle del momento.

Tutto questo si dispone tramite fotografia, oggetto-scultura e performance, nel lavoro di Chiara Tommasi ad Acquapendente (Viterbo). Incontriamo tutti gli elementi e li riconosciamo al contempo come messa a fuoco e come cancellazione di noi stessi, come ferita e come flebile e risoluto tentativo di esistenza. Il lavoro ci prende per mano come una delicatezza, un sapore antico: i nostri errori, il nostro pudore. La visione viene accompagnata come su un sentiero dalla comparsa di una strada. Il percorso espositivo va attraversato ma è percorso del corpo tanto quanto dell’immaginazione e della visione, come un video i cui frame e il montaggio veloce disturba e accompagna ad una comprensione non strettamente narrativa, seppur letteraria. La performance che accompagna l’inaugurazione dell’esposizione è a sua volta un altro tassello, scultoreo, vibrante e immobile del tema che viene inserito in questo sguardo al museo, capogiro di pensieri.

Fabrizio Pizzuto

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Magdala

con intervento performativo di Beatrice Tosi

all’interno di

La sindrome di Stendhal
Tre artisti guardano il museo.
Lidia Bachis-Tommaso Cascella-Chiara Tommasi
A cura di Andrea Alessi
Nelle tre sedi del museo della città -Civico e Diocesiano della città di Acquapendente-vt-
Dal 1.6.19 al 31.12.19
Inaugurazione sabato 1 giugno ore 17.30-Palazzo Vescovile via Roma 85 Acquapendente 
Info 0763 730065 da mart. a dom
o 388.8568841

 

GALLERY:

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