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21/05/2019

Conversazione con Marta Guidi – Fotografia e donne nella storia

Tough

SINOSSI
Tough” /tʌf/ duro; tenace; forte; resistente; fermo; difficile.
Tough è un progetto ispirato alla donna e dedicato a personaggi femminili reali e letterari che si sono distinti per la loro forza e il loro valore. Questa esposizione rappresenta un’anteprima di un progetto ampio e non ancora concluso dedicata solo ad alcune delle numerose Eroine scelte.
L’obiettivo del progetto è quello di ispirare coraggio, intraprendenza, determinazione e passione; si tratta di donne spesso perseguitate che hanno osato seguire il loro libero pensiero fino alla fine. Queste donne meritano di essere conosciute e meritano di essere considerate Eroine.
“Ogni minuscola goccia in questo mare di oblio può servire a ristabilire un millenario squilibrio” dovuto alla storica prevaricazione maschile che ha fortemente rallentato l’affermazione e la determinazione stessa della donna.
In una quotidianità dove troppo frequentemente il sesso femminile è oggetto di strumentalizzazione mediatica e politica nasce una profonda necessità di ricercare non tanto la parità politica, economica e sociale della donna, quanto l’accettazione e l’orgoglio della diversità dei sessi senza l’estenuante ricerca del raggiungimento di un’uguaglianza che anche solo fisiologicamente non esiste e non esisterà mai.
La scelta di rappresentare queste donne in fotografia come se fossero suggestivi dipinti antichi, in contrapposizione con la stampa su un materiale spesso, moderno e minimale, vuole proprio evidenziare il contrasto tra la delicatezza e la durezza, tra la complessità e la semplicità insite nell’essere femminile. Con tale scelta si mantiene il focus sulla forza del soggetto che non necessita di addizioni e suppellettili, il suo messaggio arriva diretto.
Non sono principesse, sono Eroine.

– Cosa significa per te la seconda immagine, in cosa si distanzia dalla prima e in che modo si avvicina al reale?
Mi rendo conto spesso di una mia dualità a volte difettosa a volte estremamente funzionale, per la quale la me stessa razionale e calcolatrice combatte con la me stessa irrazionale e impulsiva. Credo fermamente che queste due parti convivano in ogni essere e che una delle due prevalga sull’altra sia nelle scelte quotidiane sia nell’atteggiamento personale verso la vita. Il punto caldo della questione è la mia recente consapevolezza che quasi sicuramente le mie due metà abbiano un volume e un peso perfettamente identici. Questo preciso cinquanta e cinquanta rende spesso le scelte molto faticose, perché quelle due metà si ritrovano troppo frequentemente in un bianco pareggio. Credo che la decisione di rappresentare queste donne con due distinte pose sia dovuta proprio a questa mia dualità: la prima foto appaga la metà logica e rigorosa, la seconda la metà istintiva ed emotiva.

– Perché rendere fotografico il pittorico per poi spostarlo ancora… verso un nuovo fotografico? Ovvero cos’è per te la fotografia qui?
La decisione di ispirarmi alla pittura è dovuta alla volontà innanzitutto di portare indietro la mente e di suggestionare. La pittura, nata molto prima della fotografia, aveva in un certo senso la stessa finalità, quella di fissare o di rappresentare un momento, un personaggio, un accadimento, sia reali sia immaginari. La fotografia agli albori era strettamente finalizzata alla memoria di persone e avvenimenti, solo con il tempo ha acquisito artisticità e si è piano piano trasformata, fino a diventare, a seconda delle finalità, una vera e propria Arte: sembra quasi che la pittura l’abbia partorita dal suo grembo. Per me la fotografia è il mio personale mezzo d’espressione, è una lente che mi permette di fissare sensazioni. In questo progetto mi ha dato la possibilità di rappresentare e quindi testimoniare la fermezza, l’audacia e la resilienza femminile. Ognuna di queste donne ha portato sino all’estremo il suo credo, che fosse esso religioso, romantico o culturale.

 

Cenci_01

Cenci_02

Info sulla mostra

Fair Legals, via Fabio Massimo, 107 Roma
Si riceve su appuntamento
Info: martaguidiph@gmail.com