Close

12/03/2019

Leave Solid Ground – Giulia Di Franco al RUFA SPACE – Solo Exhibition- Testo di Carlotta De Martino

LOCANDINA Giulia Di Franco

Le Solo Exhibitions nascono come una sfida per gli studenti del triennio di arti visive della Rufa, nello specifico pittura e scultura, per permettere loro di fare una prima esercitazione costruttiva e reale di ciò che significa esporre una o più opere in uno spazio. Nella seconda esposizione presentiamo il lavoro di Giulia Di Franco, Leave Solid Ground.

Un’ attenta e silenziosa analisi del circostante, nel rispetto delle leggi naturali dell’uomo e della natura è quello che ci racconta il lavoro prevalentemente fotografico e video-artistico di Giulia Di Franco. Ci accompagna in un racconto di solchi e tracce, di percorsi costruiti o distrutti, ricreati poi con la volontà di vedere e immortalare la conseguenza di ciò che e stato. Si prende cura di dare una testimonianza visiva di una visione estetica attenta. Con il sapiente uso del mezzo di ripresa e di scatto, ricrea, dall’occhio alla mente, orme e chiaroscuri, numerosi nuovi mondi là dove non se ne potevano immaginare.

Ammiriamo percorsi di elementi naturali soggetti al tempo che passa. Elementi che crediamo esser incontri improvvisi e reali di un probabile e reale viaggio. Visioni e immagini della terra, dell’acqua e della natura diventano testimonianze di visi e di persone incontrate lungo il tragitto. I percorsi dell’acqua diventano scelte e spostamenti consapevoli. Godiamo dei cambiamenti inevitabili che ne conseguono.

Così come l’acqua o il percorso naturale delle cose possono modificare quello che toccano, allo stesso modo l’ essere umano modifica il suo vissuto entrando in contatto con l’Altro. Un contatto concepito come testimonianza non invasiva, come ripresa di un gesto inevitabile. Una visione serena e distaccata di qualcosa che sa essere anche distruttiva, ma che fa parte di un unico ritmo.

Non invasiva, mentre osserva senza intervenire, Giulia Di Franco sa essere delicata e precisa. Costante. Testimone pacifica dei segni di composizione e decomposizione, della logorazione del tempo. Più semplicemente vigilante della sua azione, del suo passaggio, della natura e delle sue caratteristiche. L’uomo è parte integrante della natura ed è anch’egli partecipante di un’armonia che appare chiara e limpida nelle opere. Risponde ai suoi istinti, segue percorsi anche casuali, non prestabiliti, dove potersi perdere e trovarsi. Fa parte di uno stesso flusso. Crea.

Giulia Di Franco ci mostra questo contatto: la psicologia delle passioni e del subconscio diventano forme esteticamente significanti create dalla volontà indomabile del naturale. Nella sua dimensione più recondita e meno amabile, la mente scava anche fino all’indicibile: anch’esso è forma. È forma nella misura naturale del contatto fastidioso e viscido, nello strisciare, nel lasciare altre tracce e testimonianze di bave e salive. Il coraggio e la discrezione dell’obbiettivo non lo troviamo solo dove lo aspetteremmo. Fruiamo di ciò che resta così come ci viene raccontato.

Carlotta De Martino

Photo Credit Laura Capriglia2

Photo Credit Laura Capriglia

Photo Credit Laura Capriglia3

Photo Credit Laura Capriglia

Photo Credit Laura Capriglia4

Photo Credit Laura Capriglia

Photo Credit Laura Capriglia5

Photo Credit Laura Capriglia

Photo Credit Giulia Di Franco1

Photo Credit Giulia Di Franco

Photo Credit Giulia Di Franco2

Photo Credit Giulia Di Franco

Photo Credit Giulia Di Franco3

Photo Credit Giulia Di Franco

Photo Credit Giulia Di Franco4

Photo Credit Giulia Di Franco

Photo Credit Giulia Di Franco5

Photo Credit Giulia Di Franco