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28/02/2019

Riflessioni su Polyptoton / πολύπτωτον a cura di Elena Giulia Abbiatici – Conversazione con Emilio Vavarella

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ELENA GIULIA ABBIATICI: Cosa ti porta a lavorare sulla visione non antropocentrica, di animali, macchine, A.I.? Questa modalità inconscia dell’animale nel ritrarsi, quanto ti ha fatto ragionare sulla coscienza degli animali, in un rapporto chiaramente ambivalente fra studi scientifici e rielaborazione artistica?

EMILIO VAVARELLA: In primis la consapevolezza che esiste una forza generatrice in qualsiasi processo (algoritmico, animale, biologico, meccanico, ecc). A questo si aggiunge la lunga ricerca sulla capacità generativa dell’errore, ovvero di tutti quei processi che consideriamo sbagliati invece che semplicemente alternativi. Un video girato da un animale appare fatto a caso, sbagliato, ma proprio per questo apre una finestra su un altro mondo. L’esplorazinone di forme non-antropocentriche è per me semplice continuazione (anche se non in modo lineare o progressivo) di una esplorazione su forme estetiche generate da processi di cui ho solo parziale controllo. È il mio modo di confrontarmi con un potere creativo più grande del mio, ma anche un modo, da ricercatore, di sfruttare la possibilità di capire qualcosa di più del mondo attraverso prospettive alternative.

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Animal Cinema di Emilio Vavarella è un film composto da frammenti di video (estratti da YouTube) realizzati da animali che, rubata una video camera, sono diventati improvvisamente registi in autosufficienza. Il film investiga il divenire indipendente dell’immagine cinematografica e quindi i concetti di libertà e autonomia autoriale in una costante tensione fra visione antropocentrica e divino – macchinica. Gli antichi egizi credevano che un dio potesse abitare il corpo di un particolare falcone e quest’ultimo sarebbe stato considerato come l’immagine del dio vivente. Gli antichi animali-dèi egizi probabilmente avrebbero favorito la Go-Pro a qualche loro simile per sperimentare le vie dell’immagine – video e del mondo visto da Horus o Tefnut.

Progetto all’interno di
Something Else – Off Biennale Cairo
(Chief Curator: Simon Njami; Direzione artistica: Moataz Nasr)
Polyptoton / πολύπτωτον
a cura di Elena Giulia Abbiatici
Opening: 1 Novembre 2018
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Durata: 1 Novembre – 15 Dicembre 2018
Sede: Darb1718, Cairo
Brodbeck & De Barbaut, Sara Enrico, Ryts Monet, Mariagrazia Pontorno, Marta Roberti, Serj, Emilio Vavarella