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26/02/2019

Femme égorgée – Alberto Giacometti di Valentina Catena

femme

Il 1932 è l’anno della prima esposizione personale di Alberto Giacometti alla Galerie Pierre Colle. Fra le opere esposte era posizionata sul pavimento, senza base né piedistallo, la Femme égorgée. L’osservatore si trovava di fronte alla donna sgozzata come di fronte ad un insetto schiacciato.
Il basso, la materialità, l’informe batailliano si declinano nel corpo spezzato e contorto di questa mantide religiosa. Questo animale ucciso non riesce a commuovere chi lo guarda. Il bronzo non levigato, opaco, accentua l’elemento di ottusità della morte.
La Femme égorgée propone la sadica visione di una donna svilita, violentata, umiliata, ma allo stesso tempo disgustosa e ripugnante: la donna sgozzata è allo stesso tempo un innocente animale ucciso e una brutale bestia colpevole.
Una sessualità violenta e disturbata è parte integrante delle opere giacomettiane del periodo surrealista. Il sadismo e la violenza espressi in questo periodo sono evidenti nella donna sgozzata, che giace a terra, priva di vita, torturata da una mano agitata, brutale, degenerata.