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15/11/2018

La Bouche – Foto di J.A. Boiffard – 1929 di Valentina Catena

la bouche

L’uomo civilizzato ha eliminato il lato bestiale della bocca nel momento in cui si è eretto su due gambe: la bocca non si trova più in linea con la colonna vertebrale come accade nel corpo degli animali. Nonostante ciò nel momento di estremo sconvolgimento, segnato dalla brutalità del grido, l’uomo volge la testa verso l’alto cosicché la bocca torni ad essere il prolungamento della spina dorsale. Questo accade perché l’uomo, quando ha a che fare con gli impulsi fisici più profondi, quelli segnati dalla ferocia e dalla violenza, «è obbligato a ricorrere alla maniera bestiale di liberarli» (Bataille). Così, nonostante la bocca sia ciò attraverso cui si esprime il linguaggio e quindi si effettua la classificazione dell’esistente, nei momenti di massima emozione la razionalità attribuita alla bocca viene annientata e l’aspetto basso, animale, informe esplode nell’essere umano.
Il dolore e il piacere sono gli estremi di questi impulsi violenti espressi dalla natura animale dell’uomo. L’uomo viene sedotto solamente in maniera bassa: il piacere è basso così come il dolore, e questi due aspetti demoliscono il fare civilizzato della bocca, si confondono tra loro dandole l’aspetto di massa informe sottolineato nella fotografia di Boiffard. Quest’ultima ritrae l’interno di una bocca spalancata, sconvolta dalla sofferenza e/o dal piacere: non è possibile dire quale fra i due perché entrambi fanno parte della natura bestiale dell’uomo.
Nell’immagine di Boiffard non è necessario sapere perché la bocca sia spalancata in un grido, si vuole conoscere solo l’interno umido, le viscere mollicce dell’essere umano, simili a quelle di tutti gli altri animali. I margini sfocati concentrano l’attenzione verso il centro rendendo l’immagine stessa umida e viscosa come l’interno della bocca.