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01/10/2018

Conversazione con Daniela Cotimbo – Re:Humanism

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Al via il primo premio italiano destinato ad artisti provenienti da tutto il mondo e dedicato al complesso rapporto tra arte contemporanea ed intelligenza artificiale.
L’azienda Alan Advantage, con sede a Roma e Boston, leader nel settore della consulenza e dell’innovazione, bandisce un concorso destinato a giovani artisti contemporanei professionisti e operanti nel settore dell’arte attraverso mostre, premi e residenze.
Dieci saranno i selezionati per partecipare ad un’importante mostra su Roma

Daniela Cotimbo – Art curator, project and communication manager, co-Founder di Artnoise, un magazine online focalizzato su arte e cultura. Ha conseguito la Laurea specialistica in Storia dell’Arte all’università “La Sapienza” di Roma e collaborato con diverse gallerie e musei in Italia curando mostre e seguendone la comunicazione. Ha scritto diversi testi critici per riviste e cataloghi d’arte oltre che come redattrice per Arte e Critica e Inside Art. Per Alan Advantage cura il progetto Re:Humanism.

Portfolio digitale:

– Si tratta di un progetto che mette insieme l’aspetto più propriamente artistico – estetico con quello della ricerca vera e propria. Come nasce e a chi si rivolge, a quale tipologia di arista?

Re:Humanism nasce in un contesto particolare e dalla mente illuminata di Alfredo Adamo, executive di Alan Advantage e da oltre trent’anni impegnato nel sostenere idee innovative nell’ambito business. I suoi continui scambi con leader mondiali nell’ambito della tecnologia ed in particolare dell’Intelligenza Artificiale lo hanno spinto ad interrogarsi sul valore di una riflessione critica e umanizzante attorno a queste tecnologie. L’idea è dunque quella di portare prospettive nuove e di sviluppare un pensiero laterale, proprio dell’arte, a supporto di un avanzamento tecnologico che sia “a misura d’uomo”. Da qui una “chiamata alle arti” per sviluppare riflessioni e orizzonti e sostenere tutti gli artisti che, incuriositi da questi scenari a venire, abbiano voglia di mettersi in gioco.

– Che cosa possiamo considerare “innovazione” oggi?

Bella e complessa domanda per una parola che ad oggi risulta piuttosto abusata. L’innovazione non è fascinazione per il nuovo ma è una prospettiva a venire che spesso nasce da una domanda ben precisa e si fonda su qualcosa di preesistente. L’innovazione è un paradigma all’interno dal quale si modificano i processi prima ancora che gli strumenti. Penso sia qualcosa che ha sempre fatto parte del pensiero artistico. In questo momento rappresenta anche una forte esigenza del settore culturale. Volendo citare Alfredo direi: “se le cose non vanno bene non restiamo lì a lamentarci, applichiamo strategie per aggirare gli ostacoli”. Su questo penso che gli artisti possano davvero essere un modello da seguire.

 

BANDO RE:HUMANISM