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18/09/2018

Piotr Hanzelewicz – Composizione

Piotr Hanzelewicz – Composizione
Foto: Andrea Signori

COMPOSIZIONE – Finissage 20 settembre 2018 – Spazio Menexa

Lost in translation o del fallimento del linguaggio come pratica di lettura della molteplicità del reale
Invitato a rispondere alla domanda “cos’è la composizione”, scelgo di capire male e di non cimentarmi in un ragionamento su ritmi ed equilibri con accenni musicali proponendo perfino una correlazione tra i pallini neri sul pentagramma e la disposizione delle monete-fantasma su una delle opere esposte, scelgo invece di parlare di un altro argomento. Fabrizio chiede “cos’è la composizione”, Piotr capisce “cos’è la compassione”. Dichiaro quindi, con fare tutt’altro che compassato, la mia predilezione per l’etimologia partendo da un simpaticissimo sum+pathos fino al latino cum+patior per approdare poi ad un dantesco “aver compagno al duol, scema la pena” o ad un più popolare “mal comune, mezzo gaudio”. Rimanendo a pettinare e pattinare sulla superficie delle cose, senza andare più a fondo; il mio erroneo pensierino, il mio errare, incedere vagolante, inaspettatamente giunge l’agognata meta cogliendo l’essenza di questa piccola collettiva, o di questa imponente tri-personale (o in qualsivoglia modo possa venir chiamata questa composizione). La compassione è forse un soffrire insieme, che ci rende simpatici ai greci e amorevoli per i buddisti. Senza dubbio un atto d’amore quello di soffrire insieme, nello stesso spazio, nella stessa mostra. E qualcuno dirà “che bella mostra” o scriverà “de compositione” dal profondo o “mostra composta da…” pertanto mostrarda di paesaggi, alberi, monete ed api. Buon Apiritivo. Piotr