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17/04/2018

L’equilibrio e il disordine al RUFA – Collettiva degli studenti a cura di Simone Cametti

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Nel 1865 Rudolf Clausius con il suo teorema di disuguaglianza introduceva in fisica il concetto di “entropia” (cambiamento/trasformazione), con l’intento principale di definire questa grandezza fisica come una misura del disordine presente in un sistema. A proposito dell’entropia nell’arte Rudolf Arnheim sosteneva che: “un sistema è in equilibrio quando le forze che lo costituiscono sono disposte in modo da compensarsi vicendevolmente, come due pesi posti all’estremità dei bracci della bilancia. L’equilibrio determina quiete, e non può verificarsi alcuna azione ulteriore, a meno che non venga influenzata dall’esterno”. Questo concetto rappresenta la struttura più semplice che un sistema può assumere se non condizionato da altre forze. Maggiore è il caos e maggiore sarà lo stato di quiete.

L’equilibrio e il disordine è il titolo della mostra, curata da Simone Cametti, visitabile fino al 21 aprile che ha come protagonisti gli studenti del primo e secondo anno del biennio di arti visive RUFA. I giovani artisti sono stati chiamati a riflettere sulle dinamiche fisiche che sono alla base del nostro sistema sociale, ma anche sull’entropia che si produce nel creare un’opera. Il percorso espositivo è stato concepito per dar vita a una mostra dinamica che si sviluppa tra installazioni, fotografia, performances e video arte, con uno sguardo sempre rivolto alla sperimentazione dei contenuti, delle tecniche e dei materiali. “…il fine equilibrio tra sopra e sotto, luce ed ombra, eternità e transitorietà […] è necessario tutto questo per salvare il mondo da una confusione senza limiti”. [Hans Arp]

 

La Gallery dei lavori

Mónica del Arenal
Intolleranza
2018
VIDEO – 00:04:11

L’azione prevede il rimanere immobile per circa 5 minuti mentre dei cani giocattolo si appropriano dello spazio in maniera casuale, ed un suono ripetuto che emettono si amplifica nell’ambiente. Il lavoro vuol essere una chiara lettura del mio immaginario, usando una pratica diretta come la performance. La volontà è di creare un rimando sulla violazione del rispetto nel singolo individuo. Mi immedesimo fulcro dello spazio, dove la mia immobilità si contrappone ad un movimento casuale degli oggetti, e una ripresa senza l’ausilio di un cavalletto si personifica con una seconda presenza nell’ambiente.

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Tatiana Balchesini
E pur si move
2018
Batteria per auto, cavo elettrico, motorino per tergicristalli, assemblaggio materiale vario

Nel mio lavoro, la batteria per auto, è l’elemento fondamentale del progetto: questa fornisce energia a un motorino di un tergicristalli che permette il movimento. Quest’ultimo a sua volta si aziona in un movimento lento e ripetitivo. L’installazione prodotta tramite oggetti riciclati e assemblati appare come una sorta di carillon che nei suoi movimenti scanditi ricalca appieno il ritmo biologico, dove la natura lentamente e ciclicamente alita la vita. In fondo tutto nasce dal caos, tutto si riordina attraverso un equilibrio in cui la natura regna sovrana.

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Federica Baggio
One Day Die
2018
Cera di soia, mirra, fornello elettrico – 70 x 30 x 30 cm

L’artista presenta la sua propria maschera funeraria e la fa sciogliere, ogni giorno, in un processo di allontanamento, un rimando ad un rituale di morte e rinascita altra. Ogni nuova reliquia agisce come una sospensione della realtà; cerimonia di fragilità e resilienza che non si oppone ma persegue l’entropia, il suo “sempre nuovo” e “sempre distrutto”.

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Francesca Cornacchini
Burn the house down. Odore di casa
2018
Mattoni, malta, monitor, vetro, gif – 56 x 45 x 30 cm

Il GIF. è un formato per immagini digitali di tipo bitmap molto utilizzato nel Worls Wide Web, l’universo alternativo. Il lavoro, tradotto in questo formato vuole parlare del tempo, al passato, al presente e al futuro dell’individuo fruitore. L’olfatto è il più evocativo dei sensi, strettamente collegato alla memoria e di fondamentale importanza nel primo sviluppo dell’essere umano. In “Burn the house down” -odore di casa, si vuole riportare alla mente quello specifico odore della propria casa d’infanzia. Il fuoco è il tempo, il cambiamento, la crescita e la nostalgia, che brucia ed altera il ricordo. L’opera, installata in un recinto di mattoni sarà visualizzata su un monitor posto a terra e sovrastato da una lastra di vetro calpestabile.

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Anica Huck
Gianni
2018
Stampa a getto d’inchiostro su fine art, 40 x 30 cm cad.

Una scoperta inaspettata è stata fatta dagli astronomi del Max Planck Institute. Mentre cercavano prove di una complessa molecola responsabile della vita, si sono imbattuti nei residui della nuvola di polvere Sagittarius B2, contenente una sostanza chiamata etile formiato, chimicamente responsabile del gusto al lampone. Gli scienziati sono risaliti dalla composizione della sostanza al suo sapore, stabilendo che la Via Lattea, formata principalmente da l’etile formiato, se solo potessimo sfiorarla per assaggiare un po’ della sua materia, alle nostre papille gustative ricorderebbe il sapore di lampone.

 

 

Hamida Sager
الطاقة الكامنة (alttaqat alkamina)
2018
Stampa digitale su carta fotografica, dimensioni variabili

Il lavoro presentato da Hamida Sager, è una serie di piccole foto che raccontano il processo di trasformazione di un carboncino per incenso. Il progetto nasce dalla volontà di scavare nella storia della propria cultura, prendendo in esame la parola alchimia, termine derivante dall’arabo con il significato di “chimica”. Hamida colloca l’attenzione in un processo semplice di accensione e spegnimento dell’oggetto, con la precisa volontà di cogliere attimo per attimo i suoi mutamenti.