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26/03/2018

Conversazione con Jesus Garces Lambert – Caravaggio – L’anima e il sangue

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Da wikipedia: Caravaggio – L’anima e il sangue è un film d’arte del 2018 prodotto da Sky e Magnitudo Film, diretto da Jesus Garces Lambert. Il film, avvalendosi della consulenza scientifica di Claudio Strinati e degli interventi di Mina Gregori, Presidente della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi e Rossella Vodret, curatrice della mostra “Dentro Caravaggio,” racconta la storia del geniale e controverso pittore italiano Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio.

 

– Vorrei parlare con te di immagine in movimento. Tu hai lavorato molto come documentarista, ma hai anche una parte di carriera e un’attitudine da video-artista. Le immagini che hai girato, nel film, parlano dei lavori di Caravaggio e allo stesso tempo parlano con le opere, insieme alle opere; in una certa misura mi pare di poter dire che l’immagine si pone talvolta in una posizione a sé stante, a tratti prende il comando, accoglie l’opera di Caravaggio e ne fa recensione viva, in accompagnamento a quella critica, parlata, raccontata. Talvolta si naviga dentro le opere di Caravaggio come luce o come onda di visione, il guardare stesso è guidato; altre volte si generano nuove visioni, completamente indipendenti e personali. Come nasce questo lavoro e da quali considerazioni, anche visive, sei partito?

– Se chiudi gli occhi dopo aver visto un quadro di Caravaggio cosa ti rimane in testa? nel corpo? nel cuore? nell’anima? Prova a farlo… Ti rimane la potenza di storie: umane, a volte divine, a volte rovinate dall’esistenza che si contendono la scena, tra la disperazione del dolore e la speranza dell’amore.  Oppure ti potrebbe colpire lo smarrimento della passione, una sorta di spiritualità terrena dove i corpi ti raccontano un intero universo. Tutte sensazioni, pensieri, concetti dei quali sono partito per elaborare la regia del film. Una regia che ha come centro l’uomo Caravaggio, partire dal suo io per arrivare, attraverso le opere ad un racconto, contaminato da vari linguaggi… fino allo spettatore. La trasposizione del mondo-pittura in un’esperienza cinematografica dove l’immagine ed il suono ti rapiscono, ti ipnotizzano per ritrovarti nel pensiero di Caravaggio, nella sua pancia, nelle sue opere.

– Dal punto di visto tecnico, come ti sei mosso?

– Lavorare con l’8k – la massima risoluzione di immagine che c’è ora sul mercato – mi ha permesso di entrare nei minimi particolari delle opere, minuscoli dettagli che spesso, sono impercettibili ad occhio nudo, e che nel loro insieme permettono di seguire l’evoluzione tecnica ed umana del Merisi. È cosi che la tecnologia diventa mezzo espressivo ed abbandona la sua natura digitale fredda e lontana. Questa risoluzione permette di creare una visione del mondo più simile a come l’hai pensata e come regista devi esserne consapevole.

– Hai lavorato anche dentro alla sua biografia?

– Per me la vita di Caravaggio ha avuto molto a che vedere con la libertà, con la lotta per averla e con la mancanza di essa. Lui è stato prigioniero di se stesso, delle sue passioni, delle sue paure, della sua energia. Nelle scene delle evocazioni ho cercato di fare una messa in scena con una struttura circolare dove un non-attore – operazione caravaggesca dato che Emanuele, che impersona “l’io” del pittore nel film, è una persona che viene dei bassifondi napoletani – diventa una metafora del Caravaggio ed allo stesso tempo di noi stessi, per questo le ho ambientate in un non-luogo contemporaneo con elementi in cui tutti possiamo riconoscerci.

– La risposta del pubblico è stata strepitosa.

– Prima dell’uscita del film avevo un certo dubbio che il pubblico italiano potesse davvero immergersi in un film con una atmosfera cosi rarefatta, girato su uno degli artisti più amati da tutti; ma la risposta è stata talmente imponente che il film è il documentario d’arte più visto nella storia del cinema italiano, grazie anche al passaparola. Ora il film sarà distribuito in più di 60 paesi e sarà interessante capire se anche in questi altri paesi il pubblico sarà cosi trasversale come in Italia.

L’anima e il sangue nei tre giorni di programmazione 18, 20 e 21 febbraio 2018 si è attestato com 1° in classifica al Box Office in 353 sale, ha portato al cinema 130 mila spettatori, diventando il docu-film d’arte più visto di sempre. Tornerà al cinema, in contemporanea nazionale, il 27 e 28 marzo.

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Da Trame Festival: Jesus Garces Lambert è un regista vincitore di diversi premi internazionali. Firma film documentari di grande successo per le televisioni più importanti al mondo quali National Geographic, BBC, ZDF Germania, CBS Usa, Artè Francia-Germania, RAI, La 7, TVE Spagna, TF1 Francia, Svt Sweden, SBS Australia, Mediaset, Televisa Messico tra altre. The Metropolitan Museum of Modern Art N.Y e la Soros Foundation hanno scelto alcuni dei video di Jesus come parte della loro collezione permanente.