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13/03/2018

Ultima Cena dei Nouveaux Réalistes 1/2

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Nel novembre del 1970, si decise di celebrare, con il concorso della municipalità di Milano, il decimo anniversario della fondazione del gruppo dei Nouveaux Réalistes. Pierre Restany e Guido Le Noci, direttore della galleria Apollinaire, sono i maggiori promotori dell’iniziativa. Il movimento dei NR era apparso per la prima volta a Milano già nel maggio del 1960, proprio alla Galleria Apollinaire a poca distanza dal primo manifesto pubblicato proprio a Milano il 16 Aprile 1960. Restany fa però risalire la nascita ufficiale del gruppo solo a qualche mese dopo, “E’ nell’abitazione di Yves Klein che io fondo il 26 ottobre del 1960 il gruppo dei NR, in presenza di Arman, Dufrệne, Hains, Yves Klein, Martial Raysse, Spoerri, Tinguely e Villeglé. Cèsar e Rotella, invitati erano assenti ma parteciparono alle ulteriori manifestazioni del gruppo a cui si unirono in seguito Niki de Saint Phalle (1961), Christo e Deschamp (1962).” Si festeggia però il 27 novembre, dieci anni esatti dalla pubblicazione da parte di Klein del giornale Dimanche 27 novembre 1960. Sono presenti Arman, César, Christo, Dufrệne, Hains, Raysse, Rotella, Saint-Phalle, Spoerri, Tinguely e Villeglé. Si parla di un mattino grigio, pungente2, Christo aveva 8718481impacchettato il monumento a Vittorio Emanuele a Piazza del Duomo, ma al momento dell’inaugurazione il lenzuolo sparisce, ad opera sembra dei partecipanti a una manifestazione di protesta d’anziani combattenti, cui la municipalità di Milano accoglie le ragioni, qualcuno parla bizzarramente di una telefonata da Roma, in ogni caso Christo ripiega sulla statua di Leonardo da Vinci, in Piazza della Scala, secondo impacchettaggio cui daranno fuoco un gruppo di neofascisti due giorni più tardi.
L’inaugurazione di una grande esposizione retrospettiva è alla Rotonda della Besana, ex cimitero, ex ospedale e poi ancora famedio del Circolo Italico, un monumento di recente restaurato. La struttura ospita i pezzi di 13 artisti del NR. La sala è allestita da Fronzoni. Poco prima viene accesa una fiamma omaggio a Yves Klein, a cui, secondo Restany, assistono quindicimila persone, mentre poco dopo Arman provvede alla distribuzione di mini accumulazioni di rifiuti in sacchi di plastica. Nel catalogo della mostra della Rotonda della Besana compare un testo di Pierre Restany sui dieci anni passati, un piccolo fascicolo-depliant per ciascuno dei tredici artisti del gruppo e la pubblicazione del programma d’azioni-spettacolo. Alle ore 21 parla Restany alla folla raccolta sul prato, poi parla l’Assessore alle iniziative culturali Pillitteri che consegna idealmente le chiavi della città per tre giorni a Restany. Infine viene offerta una cena a base di riso e salsicce alla cittadinanza, si parla di duemila persone.
Sabato 28 alle ore 16 sotto la galleria Vittorio Emanuele II, César coperto da transenne realizza un’ espansione, lascia dilatare sul pavimento tre colate di un liquido denso che subito si gonfia e si solidifica, il primo trancio va a Restany, il resto viene distribuito tra la folla. La sera alle ore 21, dalla tribuna eretta davanti uno strano e gigantesco catafalco viola contrassegnato dalle lettere NR presente già da qualche settimana, François Dufrệne declama davanti a cinquemila persone, con un enfasi definita mussoliniana,4110947_orig la versione italiana del Tombeau de Pierre Larousse. Appena terminato, viene tirato giù un grande velo viola che lascia apparire la Vittoria (scultura autodistruttiva in 29 minuti) di Jean Tinguely, 7492771un gigantesco fallo dorato ed ornato da pampini (si dice che nessun giornale abbia avuto il coraggio di scriverlo esattamente il giorno dopo) che, riempito d’esplosivi e di petardi, in 29 minuti si autodistrugge. Tinguely vestito d’amianto fa da artificiere.
Domenica 29 ore 16, Niki de Saint-Phalle esegue una sessione di tiro alla carabina su di un Altare, un grande trittico bianco fitto di immagini sacre su una macchina da guerra. Niki de Saint Phalle punta il facile e spara contro barattoli collocati tra le immagini sacre e il colore sprizza dappertutto, molto rosso sul bianco. Un ora dopo Rotella si reca in piazza Formentini, presso Brera per lacerare pubblicamente dei manifesti che aveva fatto appositamente incollare su un immenso tableau che il servizio affissioni gli aveva preparato su grande muro ma vi trova incollati lunghi striscioni “Anche gli operai hanno diritto di vivere nel centro. Basta con le demolizioni.” Si tratta dell’azione di diversi gruppi contestatari, che li avevano ricoperti di slogan per protesta di contro le speculazioni stanno cancellando un intero quartiere popolare. Rotella non esegue le lacerazioni e si limite a scrivere approvo e a firmare. Nel frattempo un potente raggio luminoso proietta nel cielo e sugli edifici della piazza delle immagini archetipe di Martial Raysse: il contorno di un viso femminile, la croce, la stella, le lettere X, Y, Z.
_8093228_origPer l’Ultima Cena o Banchetto funebre dei Nouveaux Réalistes, che si svolge per pochi invitati, sembra dodici, al Ristorante Biffi, Daniel Spoerri, offre ad ognuno dei membri del gruppo la sua “specialità” sotto una forma culinaria. Villegle parla però ci cibo immangiabile. Arman riceve delle accumulazioni d’anguille, di pesci e delle cosce di rana in gelatina, César, delle compressioni di bonbon al liquore e del budino, Christo, un menu imballato, Dufrane, una zuppa lettrista, Hains, un “entremets de la Palissade” decorato da mille candele simboleggianti Milano, cioè mil an, mille anni. Niki de Saint-Phalle riceve una Nana ice-cream ed un orologio liquido, Raysse, un nécessaire per trucco in marzapane, Rotella, la replica zuccherata del bidone d’olio Shell che porta il suo nome, Tinguely, un dolce farcito di palloni in membrana naturale, Villeglé, delle moules Saint-Jacques au gratin Mahé. Per Deschamps, assente, una mostrina militare commestibile di un metro. Per Klein, la ricostruzione di Ci-gÐt l’espace (qui giace lo spazio). Quanto a Pierre Restany, riceve da Spoerri una magnifica tiara pontificale di pan di Spagna. Distruggendolo egli distrugge il NR con un gesto cannibale, Spoerri tagliandolo si lascia andare a un ironico gesto d’ira e la distrugge con un colpo violento schizzando la torta sui dodici commensali. Qualcuno ha parlato di un carattere nervoso di Spoerri e racconta che inizialmente aveva rifiutato di partecipare alla festa, convinto solo in extremis da una visita di Janine de Goldschmidt. Spoerri conferma tutto e scherza sul suo carattere ma minimizza sul gesto, dicendo è stato divertente10, anche Villegle nega alcun attrito fra lui e il gruppo. Spoerri definisce L’ultima cena di Milano la sua più difficile opera. Tutto doveva simboleggiare e somigliare visivamente all’opera degli artisti, ma tutto era qualcos’altro, dice. A fine serata viene proiettato il film di Raysse Camembert extra-doux. Raysse ha spiegato le connotazioni ancestrali e misteriche della grande X proiettata nel cielo, parlando di irrelatività del segno significato, di simbolismo evocativo e irrilevabilità totale e epifanicità di certi fenomeni vitali. Nei giorni seguenti la Manifestazione si moltiplicano, in tutte le Gallerie della città, le personali e le retrospettive sugli artisti del NR.

 

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