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24/01/2018

MOMA 1934: Machine Art (Alfred Barr II/IV)

1934 machine art

Tra gli elementi più interessanti è nuovi del Moma nella mostra Machine Art del 1934 abbiamo la presenza di una sezione design, ove sono presenti anche italiani, di una di cinema, una di architettura, e una di fotografia. Si mostra già il desiderio del Museo di una nuova considerazione della storia dell’arte, un’attenzione crescente al gusto e all’epoca moderna nelle sue sfaccettature. Nella prefazione alla mostra sull’arte derivata dalle macchine, H. Barr sostiene che la bellezza in questi oggetti è data dalla perfezione delle linee e dei cerchi e dalla levigatezze delle superfici solide, ricorda che Platone stesso considerava le linee e i cerchi come bellezza assoluta e non relativa. La caratteristica degli oggetti scelti è quindi la perfezione della geometria, visibile anche nelle spirali e negli oggetti elicoidali, oltre che il ritmo degli elementi geometrici, alcuni dei quali sono meglio apprezzabili in movimento, come la locomotiva, o la sega circolare. Il miglioramento delle qualità estetiche di questi oggetti è dato, a sua volta, dal perfezionamento rispetto al passato delle macchine che li costruiscono; per Barr le macchine hanno sempre costruito oggetti e fanno a pieno titolo parte della storia dell’arte di ogni tempo, sebbene a ridosso della nostra epoca, e cioè paradossalmente intorno alla Rivoluzione industriale, si sia prodotto uno scisma, un divorzio, tra il gusto e le macchine. Egli ritiene infine che al momento in cui scrive il suddetto divorzio tra arte e tecnologia è in procinto di interrompersi, ed è la perfezione geometrica degli oggetti di design che ha influenzato parecchie delle correnti artistiche dell’avanguardia, dai futuristi ai costruttivisti, fino al bauhaus. Il catalogo della mostra presenta sei sezioni. Individuarle può essere esemplificativo:
1) le unità industriali, in cui ci sono molle, eliche, un porta sfere e una pompa di benzina e altri oggetti bizzarri.
2) Domestici e uffici, in cui ci sono lavandini, forni, aspirapolvere, bilance, rubinetti, un tostapane, un registratore di cassa, eccetera
3) Utensili da cucina: pentole, coppini, misurini, bicchieri, coltelli
4) Accessori e arredamento di casa: coltelli e forchette, bicchieri, bottigliette, piatti, ma anche palle da biliardo, un calamaio, penne, posaceneri, eccetera.
5) Strumenti scientifici. Metri, telescopi, microscopi, strumenti da dentista.
6) Vetro e porcellana.
Barr sostiene che tutti gli oggetti sono stati scelti non per la funzionalità, ma solo per le intrinseche qualità estetiche. Si fa strada una mostra non ricapitolativa bensì esplicativa di un gusto, di una tendenza, che, volendo essere portatrice di valori, si schiera nella questione estetiche dalla parte delle caratteristiche astratte: la levigatezza, la geometria, l’armonia delle linee astratte.

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