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31/05/2017

Naturalmente – Progetto espositivo di Lidia Bachis ed Eva Gerd

Foreste, fiumane, epoche intere di animali, insetti, mondi e mondi sopra mondi. Con naturalezza scorre la vita ed è sempre più di quanto ci si possa aspettare. La foresta e il bosco sono luoghi di fiaba e di apparizioni tanto quanto di materia: forme, insetti, vegetazione, scorrere dei fiumi, soffiare del vento e delle cose sibilanti. Nelle città e negli appartamenti perdiamo e dimentichiamo il sorprendente e semplice svolgersi della vita. Scorre con la stessa naturalezza un lavoro mentale di appropriazione di un tema e di un luogo. Le foreste e le fiabe di Lidia Bachis incontrano i mondi di Eva Gerd. Senza delimitazioni atmosfere raccontate si mescolano a presenze che sedimentano oltre la stessa durata della vita. “Naturalmente” significa “viene da sé”: ça va sans dire, senza dirlo. Sembra provenire dal silenzio e dalla contemplazione. Il lavoro spazia dalla fantasia del presente fino all’eternità di storie conosciute o pensate, archetipiche, struttura che ci supera e rimane.

Il bosco pittorico di Lidia Bachis è pittura-emanazione, ogni immagine è già bosco e ogni bosco è bosco incantato, visione alterata dal demiurgo. La natura del bosco è quella di essere attraversato, perseguito, infine percepito dal nostro essere. È la strega che lo rende inquietante ed è la pace, ottenuta con l’esorcismo pittorico, che lo riassorbe in fiabesca imitazione della natura, che lo rende comprensibile, e da questa strada, lo riscopre nuovamente. Eppure persiste ancora qualcosa di indefinito, che proviene dal disegno, che è invasivo della tela, pensiero che vorrebbe uscire a appropriarsi di noi, qualcosa che, come ogni emanazione, desidera, ma non trova, la vita. La parete è prigione delle due dimensioni, incantesimo dentro cui è stata catturata la strega, attraverso cui viene affrontato il male, ma trattiene a stento.
In questo contesto il lavoro di Eva Gerd tenta la carta dell’appropriazione di quel che rimane. Per rimanere intendiamo persistere, oltre ogni soffio delle epoche. La terza dimensione attraversabile ci attraversa a sua volta, la natura incontra la sua stessa paura di morire, trattiene il respiro, a volte addirittura perfin muore al soffio vitale ma ugualmente resiste ancora. Ogni disegno è mente proiettata in immagine su tela, quasi ha la tentazione di perdere i contorni, i confini si riducono, l’immagine si riveste e si traveste, senza perdere la sua natura di essenza. Redon trovava lo sconosciuto e il sorprendente nell’infinitamente piccolo, Eva nell’infinitamente somigliante, è canto alla maniera della natura. Dal silenzio che è proprio della meditazione nasce quindi questa invasione di natura, di pensieri e di attenzioni che ci conducono al bosco in noi, percepito come emanazione e pensiero di noi. I sogni ci cullano nel sogno della realtà, nell’indistinto svolgersi della vita oltre se stessa, in trasformazione, attraversabile e versatile come i racconti.

In mostra dal 20 maggio 2017 al 3 giugno 2017

Presso

Scuderie di Palazzo Chigi Albani 
P.le Carlo Albani 1
01038 – Soriano nel Cimino (VT)

Vedi info orari

Per maggiori info vai al sito dell’organizzatore:

Cooperativa Il Camaleonte