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03/05/2017

Ubi fracassorium, ibi fuggitorium – Conversazione con artQ13

Ciprian Muresan Potato Pealers – 2008 (video)

Venerdì 5 maggio ore 19.00, artQ13 inaugura Ubi fracassorium, ibi fuggitorium, progetto espositivo ideato da Carlo Caloro e prodotto da artQ13, Roma. Articolata in tre location e due spazi espositivi mobili, la mostra presenta uno studio della macchina culturale, intesa come insieme delle pratiche umane che trasformano la natura, la quale a sua volta, cosi trasformata, influisce sulla vita dell’uomo. Quattordici artisti internazionali riflettono su questo doppio effetto dell’agire umano, partendo dall’eccesso di attività, funzioni e relazioni che ne risultano.

Sito artQ13
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Quali sono gli spunti da cui è partita questa iniziativa?

Le riflessioni di partenza per questa mostra, cosi come quelle per tutte le nostre mostre passate, gravitano attorno al vecchio quesito: che tipo di mondo ci siamo costruiti e come desideriamo viverlo? Fin dai primi progetti espositivi ad artQ13 e al di là dei temi di cui essi hanno trattato, gli artisti coinvolti hanno sempre lavorato con la consapevolezza che con la loro ricerca è possibile riscrivere il mondo, ma non di cambiarlo.
Questo ci riguarda anche in linea generale e forse sopratutto in quanto spazio espositivo. Tutt’oggi noi ci domandiamo che senso abbia uno spazio indipendente nel quartiere romano Aurelio, che conta 150.000 abitanti e la cui offerta culturale tende allo zero; ci chiediamo come ingegnarci per resistere e rimanere sia artisticamente che economicamente indipendenti.
Alla luce di queste condizioni, il motto di Pulcinella e titolo di questo ultimo progetto, Ubi fracassorium, ibi fuggitorium (dove c’è una catastrofe, là c’è sempre una via di uscita) – acquisisce un significato particolare: È proprio a causa dell’impasse, dell’aporia o della catastrofe che la via d’uscita esiste; ad absurdum, è proprio l’ermetico contesto sociale che rende possibile una soluzione.

In base a quali criteri avete pensato i nomi degli artisti?

Non potremmo dire che la scelta dei nomi tracci una vera e propria traiettoria preconcetta; lo sviluppo del progetto ha seguito piuttosto una linea organica, che ha proceduto spontaneamente e per affinità. Abbiamo iniziato per invitare alcuni degli artisti, i quali a loro volta ne hanno suggerito altri che abbiamo accolto senza tener conto di parametri tecnici quali età e curriculum. Ciò che rimane più importante per noi è che si crei un gruppo in grado di tenere viva l’energia necessaria per evitare la routine, dalla quale ogni spazio indipendente si deve ben salvaguardare.

Il progetto espositivo ha anche un carattere di ricerca, quali elementi sono venuti fuori dal lavoro proposto?

Si, gli artisti hanno riflettuto su quello che abbiamo voluto chiamare la macchina culturale – un insieme di processi organizzativi e produttivi innescati dall’uomo, che arrivano a definirlo e condizionarlo in tutti i suoi aspetti. Del circolo (che sia esso vizioso o virtuoso) cosi tracciato, noi abbiamo voluto pensare alla tangente, al fuggitorium. Come districarsi dalla rigida sequenza causa-effetto che sembra spingerci verso l’orlo del precipizio?
Confrontandosi con le due location “esterne”, che portano tracce inconfondibili di questo “doppio effetto dell’agire umano”, gli interventi degli artisti propongono una via d’uscita, nell’ambivalente o ambigua accezione di soluzione e scappatoia.

Ci sono stati spunti o considerazioni ricorrenti? Ad esempio, ci sono elementi che guidano la maggior parte dei lavori esposti?

Sarebbe difficile e necessariamente riduttivo allineare tutti i lavori sotto un’unica tendenza. Detto questo, potremmo forse dire che una parte dei lavori approccia il tema del progetto in una vena più ludica, sovversiva e umoristica; mentre un’altra parte si presenta con aura poetico-simbolica che umanizza i ritmi della macchina culturale, sublimandoli e codificandoli nuovamente nell’immaginario comune.

Carlo Caloro e Stefan Nestoroski

Ubi Fracassorium, Ibi Fuggitorium

dalle 19:00 alle 23:00 artQ13 – Via Nicola Coviello 15, Roma
dalle 19:00 alle 23:00 Parcheggio Cornelia – Circonvallazione Cornelia 86-96, Roma
dalle 20:30 alle 23:00 Piazzale Raganelli – via Aurelia 740-756, Roma

Inaugurazione venerdì 5 maggio 2017 ore 19:00 – 23:00
dal 6 al 19 maggio 2017 visita su appuntamento

Artisti coinvolti:
Guido ANTROPOLI Carlo CALORO Paula DOEPFNER Nezaket EKICI Hans HEMMERT Via LEWANDOWSKY Luana LUNETTA Augustin MAURS Jonathan MONK Ciprian MURESAN Stefan NESTOROSKI Pasquale POLIDORI Sophie WHETTNALL Thomas WOSCHITZ

artQ13 è un’iniziativa no-profit, uno spazio aperto dove idee e progetti si incontrano in una dimensione aperta. Costantemente in trasformazione, artQ13 è uno spazio di esercizio – per idee e invenzioni – un laboratorio la cui identità viene continuamente rimodellata dall’attività degli artisti partecipanti.