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06/04/2017

Dasvidania, Bach e Caravaggio

dasvidania

Guest

Operatori di altri settori della cultura raccontano il loro rapporto, le influenze e le affinità e le divergenze con le arti visive e figurative.

Sebbene limitative inizierei dalle definizioni, non per delimitare ma per raccontare. Come definireste (se è possibile farlo in poche parole) il vostro genere musicale? Tra quali influenze sonore principalmente vi muovete?

Tenendo conto che è passato qualche anno dall’inizio di questo doloroso e fantastico viaggio, spinti da un critico ascolto della canzone (a cui attribuiamo un valore alto nella storia dell’arte), credo di potere affermare che non abbiamo dei preferiti, abbiamo di sicuro musica da escludere, sacrilegi discografici, il mercato da macero. Come fruitori innamorati della canzone ci sentiamo i primi a sperare che qualcosa di bello venga ancora scritto da altri, proprio perché stanchi della situazione comatosa in cui versa la musica in tutto il pianeta. (Davide e Marcello Matera)

So, ad esempio che non fate cover

No, guarda, a volte mi stanco anche delle mie canzoni e ho difficoltà a fare la scaletta, perchè in quel momento non mi piace niente. Poi per fortuna mi salva la stima che ho per i musicisti che suonano con noi e che ci accompagnano e rendono tutto molto intenso. Le cover sono una cosa complicata. Una volta ho cantanto Angela di Tenco ad un Festival. E’ stato molto bello, non lo conoscevo bene come autore, perché era troppo mitizzato. Questa figura decadente amata da tutti chissà perchè mi rimaneva lontana. Per cantarla ho voluto studiare Tenco come uomo e come musicista. Come capita in questi casi si scopre che spesso le due figure sono la stessa cosa, e come capita quando ti avvicini davvero a capire qualcosa me ne sono innamorato. (Marcello Matera)

Qual è il vostro rapporto con le arti visive? Esiste una trasversalità delle influenze. Ad esempio molto si è scritto del rapporto tra le pennellate di Monet e le musiche di Satie. Cosa ne pensate?

Sempre influenzati dalle arti visive. Il catalogo delle opere e degli artisti che abbiamo amato sarebbe infinito, visto anche il percorso scolastico di molti componenti della band che provengono, oltre che dagli studi in conservatorio, anche da accademie d’arte.
Per quanto riguarda la trasversalità delle influenze potremmo partire tranquillamente anche dall’arte medievale, dal rinascimento sino alla pop art per constatare che quando si parla di arte e di discipline diverse, come la pittura, la musica, il teatro in realtà si sta facendo riferimento ad un’unica attività umana, senz’altro la più alta, quella che connota “l’uomo” come tale. (Davide Matera)

Io ho fatto tre anni di accademia. Suonavo già ma ho sentito il bisogno della pittura per coprire una sorta di mancanza. La musica per me è una cosa della vita, come la vita vibra, scorre, scompare. La pittura mi restituiva un bisogno materico, era ferma davanti a me, odori, colori, annusavo i pennelli. Facevo lavori che ricordavano il Gruppo CoBrA, ma un pò mentivo. Restituivo al mio insegnante un bisogno di contemporaneità. Nella scuola studiavamo solo cose molto classiche e quella libertà e quella materia mi divertivano. A volte davo titoli altisonanti, ma la pittura era uno sfogo, un divertimento, non la facevo sul serio.  (Marcello Matera)

Esiste un artista del passato e/o uno del presente, o magari più di uno, che hanno potuto influenzare il vostro lavoro? Per influenza possiamo intendere anche “emozionato” (per affinità di ragionamenti, o di argomenti o di emozioni trattate) abbastanza da poter pensare che quelle opere siano rilevanti nel vostro bagaglio culturale?

Bach e Caravaggio. (Marcello e Davide Matera).

Ma ci arrivi col tempo. Sono per me due esempi di classicità. Bach è la musica. La geometria, il ritmo, c’è tutto e così è anche nella composizione di Caravaggio. Ci arrivi con la maturità.
Quelli che mi hanno formato sono quelli che hanno più libertà compositiva. Amavo molto i lavori di Mirò, di Kandisky, di Chagall. Cose diverse ma che mi davano un senso di freschezza, di libertà, di fantasia. Poi col tempo inizi a desiderare il classico, a capire la maturità compositiva. Inizi a guardare la grande storia dell’arte e della musica e scopri che sei affascinato da Bach in maniera irreversibile e da Caravaggio, come dai Maestri italiani anche precedenti a lui. (Marcello Matera)

I Dasvidania – Breve storia

La band si forma all’inizio del ’95, anno in cui partecipa a “ Chianciano Rock ” concorso in cui il gruppo si classifica al secondo posto a fianco di Irene Grandi e Dirotta su Cuba. Nel frattempo realizza per RAITRE due video. Nel 1997 i Dasvidania vincono “Arezzo Wave“ e partecipano all’ “Arezzo Wave festival” che viene trasmesso da TeleMontecarlo (TMC). Sempre nel ’97 partecipa al grande concerto, tenutosi a Palermo, in occasione dell’anniversario della morte del giudice Borsellino. La serata, condotta da Gianni Minà, vede, tra gli altri partecipanti, Franco Battiato e Carmen Consoli. Di questo periodo è l’incontro con l’etichetta discografica austriaca “Cleverhead production“ per la quale realizzano il loro primo CD “ 30.000 leghe sotto i mari “. Nel ’98 la rivista nazionale “TUTTO” recensisce il CD dei Dasvidania, definendo il gruppo come la “prima grossa sorpresa dell’anno ”. Nel maggio ’99, esce per la Cleverhead, il CD “High Länder „. Il gruppo ha partecipato ultimamente a diverse manifestazioni ed ha girato un videoclip per Amnesty International contro le repressioni dittatoriali nel mondo. Nel novembre del 2002 i Dasvidania hanno partecipato al premio Mariposa a Isola delle Femmine (PA) esibendosi in una performance con l’ex Litfiba Piero Pelù:

Il gruppo ha realizzato un nuovo ep uscito il 7 febbraio 2005 per l’etichetta Indians Factory di Palermo. Il singolo dell’EP “Lettera del nonno alla sua sposa”, dal giorno dell’uscita nelle discherie viene trasmessa in “alta rotazione” da diverse emittenti radio siciliane.
Lo scorso 12 ottobre, insieme al cantautore Eugenio Finardi, è stata ospite del LIVE FOR IRAN, realizzano un concerto in favore degli studenti iraniani di Milano, tenutosi al teatro Derby di Milano. Dopo una pausa, in cui due componenti della band Davide e Marcello Matera hanno realizzato la colonna sonora per la Rete televisiva satellitare araba Al Jazeera, il 25 novembre 2016 i Dasvidania pubblicano un nuovo singolo: “Noi c’immergeremo”, anticipazione di un nuovo cd attualmente in fase di missaggio.