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28/02/2017

Vertigo – Silvia Giambrone

4_coppia forbice piatto

Vertigo 2015 presenta e sviluppa il tema del conflitto in rapporto al quotidiano domestico. Una serie di oggetti scannerizzati stampati su carta da pacco. Coppie di oggetti che sembrano minacciarsi reciprocamente, evocando la violenza domestica. Si formano linee il cui accostamento scatena un diverbio mentale di associazioni e riflessioni, continui rimandi tra l’idea di minaccia e quella di quotidiano.
Da un lato abbiamo la traccia del reale che, tolto dal suo vincolo di esistenza materiale,  mostra la sua gnosi. Diventa qualcosa di mentale, armi di battaglia, origine del mondo concepita per linee di energia quasi spirituali: conflitto, ricerca, linee, emozioni. Il domestico come luogo privilegiato della più grande battaglia di tutte: l’esistenza.
Dietro questo, in un ipotetico secondo piano, c’è la loro sparizione in quanto oggetti. Gli oggetti sono qui archeologia di se stessi: questo scomparire è un esilità, una flebilità ma non totalmente un’inesistenza: il loro rendersi fantasmi bensì accentua la loro trasformazione allegorica e li mostra come scavo, analisi, ricordo impresso nella mente.
Non tanto fantasmi quanto polvere. In ultimo, infine, c’è il dissolversi stesso: tangibilità dello scomparire. La nebbia che avvolge il mondo si fa presenza mano che arretrano gli oggetti. Si fa pensiero nella misura in cui in ogni analisi lo scavo stesso non è solo percorso ma parte integrale della comprensione: presenza di un campo oltre il reale e dentro di esso, perfin esteticamente.

SFOGLIA  A PAGINA PIENA

Vertigo

di Silvia Giambrone

con un testo di Fabrizio Pizzuto