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12/10/2016

Len Lye e il colore

lenlye

La Disney introduce il sistema a tre colori nel technicolor nel 1932. L’artista neo zelandese Len Lye, molto vicino ai dada, aveva già realizzato due corti astratti dipingendo direttamente su pellicola. Questi che vediamo sono successivi. Il senso appare nel ritmo. Sono quadri astratti in movimento, note che si mescolano ai colori e vagano come indagine dell’animo e della sensazione, oramai privata da ogni referente figurativo.

Rainbow Dance muove un passo avanti. Anzitutto è concreto. Figurativo ma non narrativo. Non in senso stretto. Al contempo è quasi un corto. L’astrazione del reale è qui un’esplosione di gioia e colori. L’immagine non è il video clip della musica, ma il contrario. Il commento sonoro accompagna l’esplosione di invenzioni e sperimentazioni.

Regista del cinema d’animazione (n. Christchurch, Nuova Zelanda, 1901 – m. 1980); Len Lye si stabilì nel 1929 a Londra, dove esordì con il film sperimentale Tusalava (1929). Fu collaboratore del regista J. Grierson. La sua tecnica originale, consistente nell’incidere direttamente la pellicola, che poi veniva colorata o dipinta, rinnovò in quegli anni il cinema d’animazione. Dopo The birth of a robot (1936, in collab. con Jennings), Rainbow dance (1936), Trade Tattoo (1937), si dedicò negli anni della seconda guerra mondiale al documentario (Swinging the Lambeth walk, 1940; When the pie was opened, 1941; Kill or be killed, 1943; Cameramen at war, 1944). Autore di numerosi saggi, è tornato poi saltuariamente alla regia negli USA (The fox chase, 1952; Particles in space, 1961-66).

Enciclopedia Treccani