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10 Piccoli Indiani

10 LITTLE INDIANS 2018

The way things look

(L’apparenza)

Mercoledì 18 APRILE 2018 ore 18:00

Aperto fino al 14 maggio 2018
da lunedì a sabato ore 14-19

MLAC
MUSEO LABORATORIO D’ARTE CONTEMPORANEA
Piazzale della Minerva – 00185 Roma


1. Amber Clausner, We Feel, 2016, videoproiezione, 4′, col. Courtesy dell’artista.
6. Amber Clausner non è artista nel senso riposante e attuale del termine. Il medium, le mostre, i vernissages cedono il passo all’urgenza. La sua macchina visuale attira e disturba, ma distogliere lo sguardo non vuol dire rimanere appesi, con domande-squarci che siamo abituati a dimenticare all’uscita. Questa volta saremo presi per mano e condotti fuori, nel mondo di cui eravamo il fiore e ora ignari tiranni. La troveremo pronta, irriconoscibile, a sciogliere i nodi della propria ambiguità. E’ possibile usare la tecnologia contro sé stessa?
Mario De Angelis

Schermata 2018-04-24 alle 10.22.33

Vedi Video – Vimeo di Amber Clausner


2. Claudia Capone, Il vento soffia dove vuole, 2018, 3 pannelli di ostie su tavola, 60x100cm. Courtesy dell’artista.
7. “Il vento soffia dove vuole” rappresenta l’attuale sviluppo della ricerca artistica di Claudia Capone. L’artista non prende le distanze dal significato essenzialmente legato alla simbologia cristiana, ma lo rende estremamente personale. L’ostia è sia tangibile che intangibile, si fa sfiorare dal vento dello spirito, e si mostra come metafora di una via d’uscita da quello che è il labirinto della vita, trovando la libertà.
Beatrice Schivo

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Vedi Sito dell’artista


3. Giorgio Di Noto, The Iceberg, 2017, 6 stampe incorniciate 40x60cm + plexi UV. Courtesy di Leporello, Roma.
8. Giorgio Di Noto presenta il progetto Iceberg, frutto di una riflessione sulle immagini, sulla loro visibilità e contemporanea inconsistenza nel mondo che viviamo. Andando oltre la “punta dell’iceberg”, procedendo nelle profondità di internet, l’artista si è servito di immagini tratte dall’archivio di una remota parte del Web. Le immagini nascoste nel mercato illegale del Dark Web sono qui concretamente visibili, non più destinate a dematerializzarsi. Iceberg rivela ciò che è apparentemente inesistente, richiedendo la partecipazione attiva del visitatore.
Marta Zandri

 

 

Vedi Sito dell’artista


4. Catinca Malaimare, Bodies become images, 2017, videoproiezione, 1’25”, col. Courtesy dell’artista.
9. L’artista (s)copre sé con sé. Il mantello caleidoscopico non è però capace solo di nascondere, ma anche, e soprattutto, di mostrare, e quello che mostra è anche ciò che copre. Il corpo dell’artista riflette su se stesso e scopre al contempo il mondo che lo circonda. Am I The Eye? Sono io l’occhio? Sono io la bocca? Sono io le mani? La consapevolezza del proprio corpo rimane sospesa, anche se si prova a verificarla. Il proprio io si estroflette e si trasforma in uno specchio, il confine fra sé e gli altri non è necessariamente così difficile da spezzare: tanti occhi, tante mani, quella bocca, sono di uno solo e di tanti altri.
Valentina Catena

Schermata 2018-04-09 alle 17.29.00

Vedi Video – Vimeo di Catinca Malaimare


5. Barbara De Vivi, Il passaggio, 2017, olio su tela, 125X155 cm. Courtesy del collezionista.
10. Durante la ricerca del passaggio, ci si imbatte in un magma glaciale. Le forme si preparano ad emergere, eppure tentennano nel compiere la propria metamorfosi. Forse potrebbero aiutarci a trovare la via, talvolta hanno un aspetto familiare. Ma si trattengono in un mondo sospeso, tra il noto e il ricordo sbiadito.
Francesca Salvati

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